MISILMERI. RICHIESTA PER INTITOLARE UNA VIA CITTADINA AL PICCOLO TOMMY

 

Articolo di Valentino Sucato

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Per non dimenticare…. E’ questo il senso della richiesta dell’’associazione l’Uomo e il Mediterraneo indirizzata formalmente al Comune, che ha come obiettivo l’intestazione di una via a Tommaso Onofri, il piccolo Tommy, un bambino di pochi mesi assassinato a Casalbaroncolo, come accertato dagli inquirenti, da un gruppo di malviventi capeggiato da un siciliano, Alessi

Ecco la nota del 2 febbraio 2018 inviata al Comune d Misilmeri il 9 febbraio 2018 e protocollata dagli uffici del preposti con numero 4772 del  9 febbraio 2018:

Misilmeri,  2 febbraio 2018

Spett.le

Comune di Misilmeri

Oggetto:  Intitolazione Via al Piccolo Tommy, Tommaso Onofri

 

In qualità di presidente dell’Associazione l’’Uomo e il Mediterraneo, formalizzo la richiesta di intitolare una via del Comune di Misilmeri a Tommaso Onofri, il bambino barbaramente assassinato a Casalbaroncolo da un gruppo di malviventi in cui vi erano presenti siciliani.

Per completezza di informazione, si rammenta che a pochi giorni dal ritrovamento del cadavere i familiari furono ospiti di questa associazione (aprile 2006) che organizza degli eventi sia nelle varie scuole cittadine, una fiaccolata a cui partecipo anche la mamma di Denise Pipitone ed una messa nella Chiesa Madre di Misilmeri.

Con la presente lo scrivente offre la disponibilità dell’Associazione a collaborare con codesta spettabile amministrazione al fine organizzare eventi collaterali.

 

 

Con osservanza

IL PRESIDENTE

 

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MISILMERI. RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO NOTA DELL’ON. CLAUDIO FAVA SUL DEPOSITO DI OLI IN CONTRADA PAGLIARAZZI

“Vigilare sull’impatto ambientale del nuovo progetto di ampliamento del deposito di oli minerali in contrada Pagliarazzi, che passerà dagli attuali 360 metri cubi a 860, appare necessario. Anche alla luce delle comprensibili preoccupazione di quanti vivono nell’area vicina alla struttura. Per questo abbiamo, oggi, depositato un’interrogazione urgente all’assessore territorio e ambiente in cui chiediamo notizie sullo stato delle verifiche ambientali e sui rischi conseguenti. Inoltre l’interrogazione mira ad accertare la natura e gli effetti degli interventi di bonifica realizzati dopo lo sversamento di materiale, verificatosi a quanto riportano fonti di stampa nel mese di novembre 2017.” Così Claudio Fava, deputato regionale del movimento 100passi e presidente della commissione parlamentare antimafia all’Ars.

 

Ecco l’interrogazione al Presidente della Regione Siciliana.

 

INTERROGAZIONE
(risposta scritta)

 

Progetto ampliamento deposito di oli minerali in località Pagliarazzi nel territorio del comune di Misilmeri

 

Al Presidente della Regione,
all’Assessore per il territorio e l’ambiente

 

rilevato che:

in località Pagliarazzi, nel territorio del comune di Misilmeri, è attualmente attivo un impianto per lo stoccaggio di oli minerali di proprietà della ditta “Cancascì petroli S.r.l.” con capacità complessiva di mc 360,00;

in data 18 gennaio 2018 con atto protocollo 1843 la società “Cancascì petroli s.r.l.” provvedeva a presentare al comune di Misilmeri richiesta di ampliamento della capacità dei serbatoi di stoccaggio e relativo piazzale di manovra con variante allo strumento urbanistico;

l’area interessata dal progetto di ampliamento è, alla data odierna, ricadente in zona territoriale omogenea di tipo E1- verde agricolo normale;

in data 25 maggio il comune di Misilmeri- area 4 SUE/SUAP provvedeva a notificare all’assessorato regionale territorio ed ambiente l’avviso indizione della conferenza decisoria in merito alla richiesta formulata dalla ditta “cancascì petroli srl” ex art. 14, comma 2 della legge 241 del 1990 in forma semplificata ed in modalità asincrona;

 

considerato che

il progetto di ampliamento prevede l’aumento della cubatura stoccata portando il complesso a metri cubi 860,00 con incremento di metri cubi 500,00;

come evidenziato dalle cartine a supporto della richiesta nelle adiacenze dell’impianto insistono numerose abitazioni di uso civile regolarmente abitate, nonché appezzamenti di terreno ad uso agricolo;

alla data odierna risultano pervenuti e depositati presso area 4 urbanistica SUE/SUAP del comune di Misilmeri esclusivamente la valutazione fornita dal comando provinciale vigili del fuoco di Palermo, con le relative prescrizioni, e la nota dell’agenzie delle dogane e dei monopoli;

Non risulta, pertanto, pervenuto parere dell’assessorato regionale competente e delle autorità sanitarie in merito all’ampliamento del deposito;
La natura dell’impianto e l’attività dello stesso, tanto a causa dell’intensa attività degli automezzi pesanti utilizzati per il carico e scarico dei materiali quanto a causa delle esalazioni causate dall’attività propria dell’impianto, hanno- già nell’attuale dimensione dello stesso impianto- causato osservazioni e proteste da parte dei nuclei familiari ubicati nelle adiacenze della struttura;

in conseguenza di ciò si è costituito un comitato civico che ha, più volte, chiesto interventi all’amministrazione comunale anche di verifica della situazione ambientale nell’area;

appare di tutta evidenza come l’aumento di ben 500,00 metri cubi del materiale stoccato nell’impianto una volta aumentata la capacità dello stesso abbia sollevato più di un timore tra gli abitanti dell’area dio contrada Pagliarazzi;

ad aumentare i timori concorre la mancanza di adeguate indicazioni e interventi di verifica sulla situazione ambientale;

nel mese di novembre 2017 si è verificato uno sversamento di materiale stoccato nell’impianto, tale materiale si è riversato- attraverso le caditoie poste sulla strada provinciale 77 Misilmeri-Bolognetta- presumibilmente nel fiume Eleuterio ed in parte nei terreni attigui all’impianto stesso;

di tale sversamento, si apprende da fonti di stampa, è stata data comunicazione dalla ditta all’ARPA come previsto dalle vigenti normative;

sempre da fonti di stampa si rileva l’esistenza di indagine dell’autorità giudiziaria attualmente esistente relativa allo sversamento di cui in narrativa;

appare, alla luce di quanto espresso, opportuno che venga dissipato ogni dubbio relativo alla situazione ambientale dell’area di contrada pagliarazzi come elemento imprescindibile prima di procedere ad eventuale accoglimento della proposta della società “cancascì petroli srl” in merito ad aumento delle capacità di stoccaggio;
per sapere

1) Se risulti agli uffici e segnatamente all’ARPA comunicazione di un eventuale sversamento di materiale nel mese di novembre 2017 proveniente dal deposito già esistente situato in contrada paglia razzi;
2) In caso affermativo quali interventi siano stati predisposti per la bonifica dell’area e l’accertamento delle responsabilità per tale sversamento, nonché se esitano prescrizioni formulate da ARPA o da altri soggetti istituzionali preposti per scongiurare eventuali situazioni analoghe;
3) Se esitano rilevamenti effettuati in merito alla situazione ambientale nell’area di contrada Pagliarazzi ed in caso affermativo quali esiti abbiano riportato;
4) Se non si ravvisi nell’aumento della cubatura del materiale stoccato elemento che debba indurre l’assessorato a opportune verifiche in merito alla situazione di potenziale rischio ambientale nell’area;
5) Quali provvedimenti si vogliano prendere per monitorare opportunamente l’area interessata dagli interventi di ampliamento della struttura dal punto di vista ambientale e di tutela della salute dei cittadini;

l’interrogante chiede lo svolgimento con urgenza

28/05//2018

FIRMATARI
On. FAVA

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BELMONTE MEZZAGNO. RIFIUTI: INTERVIENE PIETRO DI LIBERTO, CONSIGLIERE DI MINORANZA ED EX SINDACO

Sulla questione rifiuti, che nel periodo estivo diventa emergenza ambientale, interviene anche Pietro Di Liberto, oggi consigliere d’opposizione ed ex sindaco.

Ecco la sua dichiarazione: “Non è la prima volta che i carabinieri, ed in particolare il comandante della stazione Maresciallo Celiberti, con la loro attività di controllo combattono in prima linea, e in solitaria, una battaglia di civiltà nel nostro territorio.
Dopo questo ulteriore segnale spero che i cittadini riottosi capiscano che non si può tornare indietro e che ne vale del futuro delle prossime generazioni. Infine spero che l’amministrazione in futuro possa essere in prima linea in questa battaglia.”

Con Pietro Di Liberto, nel ruolo di sindaco, Belmonte adottò, con ottimi risultati, la raccolta differenziata.

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Valentino Sucato

iscritto all’Ordine dei giornalisti di Sicilia

BELMONTE MEZZAGNO. OPERAZIONE “LOTTA ALL’INCIVILTÀ”. CARABINIERI IN PRIMA FILA

Nella mattinata di oggi si è messa in moto una macchina di enorme portata, finalizzata al rispetto dell’ambiente.

C’è da essere sicuri che oggi  lo Stato di diritto ha dato un gran bella  risposta a tutti coloro che credono di poter essere liberi di fare quel che si vuole nel completo dispregio delle norme giuridiche e deturpando il microambiente di una intera collettività.

Quello che più sorprende, dell’operazione di questa mattina, è il lavoro dei Carabinieri di Belmonte Mezzagno, la cui presenza nel territorio, qualora ce ne fosse bisogno, si rinnova costantemente e quotidianamente.

Oggi a fianco degli operatori ecologici, sono stati loro, i carabinieri, tra un’ apertura e l’altra dei sacchetti della spazzatura  a redigere verbali da 600,00 euro a ciascun trasgressore rintracciato.

Che dire quindi?

Molta gente, intanto anche attraverso i social, esprime tanta soddisfazione; il lavoro è lungo e la strada, per raggiungere l’obiettivo, è impervia e ricca di curve.

La salute di tutti i cittadini è un bene primario e inalienabile: se una parte, seppur minima, della comunità non lo ha ancora capito oggi ha avuto una bella lezione grazie anche all’intervento dei Carabinieri presenti a dimostrare, nella loro funzione di controllo e di repressione, che lo Stato è presente con tutte le sue forze, vigila e reprime. L”operazione è solo all’inizio.

Adesso di questo episodio, saranno i tantissimi belmontesi onesti a farne tesoro

Insomma a buon intenditor……..

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Valentino Sucato iscritto all’Ordine dei giornalisti di Sicilia

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MISILMERI. PIÙ SICUREZZA NELLE SCUOLE. ARRIVANO I FINANZIAMENTI

Le scuole cittadine saranno più sicure grazie un provvedimento del Dirigente Generale dell’Assessorato dell’Istruzione e della Formazione Professionale della Regione Siciliana che con Decreto ha ammesso il Comune di Misilmeri ad un finanziamento di € 217.507,56 per l’esecuzione di indagini diagnostiche e verifiche tecniche finalizzate alla valutazione del rischio sismico negli edifici scolastici. Il sindaco Rosalia Stadarelli, assicura un imminente inizio dei lavori. “Grazie a questo finanziamento – ha aggiunto il primo cittadino di Misilmeri – oltre ad avere la possibilità di effettuare un monitoraggio completo degli edifici scolastici, avremo la possibilità di accedere ad ulteriori futuri finanziamenti finalizzati a garantire una maggiore sicurezza negli edifici che quotidianamente accolgono i nostri ragazzi”. Le attività, che si concretizzeranno in una vera e propria mappatura e conoscenza delle condizioni di sicurezza e riguarderanno la Direzione Didattica Vicenzo Landolina (inclusi i due plessi distaccati, Chinnici e Bonanno), la scuola elementare Salvatore Traina (incluso il plesso De Vigilia) e la Scuola Media Guastella (con i plessi Don Pino Puglisi e Don Lauri, oltre la sede centrale). Questo tipo di screening, dovrebbe quindi servire, una volta accertate eventuali criticità, a programmare immediati interventi di messa in sicurezza.

Valentino Sucato iscritto all’Ordine dei giornalisti di Sicilia

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MISILMERI. TANTA RABBIA E LA SPERANZA DI LEGALITÀ

Si respira aria di incredulità  e nello stesso si percepisce tanta rabbia nei commenti dei misilmeresi dopo aver appreso dai media la notizia degli avvisi di garanzia ai dipendenti comunali dell’Ufficio Anagrafe, indagati per assenteismo dal posto di lavoro. Ai processi sommari che in questi casi sono figli dell’immediatezza, si alternano altrettanti sentimenti di riconoscimento verso l’ottimo lavoro condotto dai Carabinieri di Misilmeri: nell’Arma tanta gente, oggi, esalta l’efficienza e quella capacità di essere da tramite nell’affermazione dello Stato. A rompere gli indugi è Rosalia Stadarelli, sindaco del Comune di Misilmeri, un ente finito nel vortice mediatico, nonostante l’impegno e le linee guida dell’Amministrazione che ha voluto, sin dal suo insediamento, un cambio di marcia e che mai avrebbe voluto tali comportamenti devianti che oscurano, tra l’altro, il lavoro della società civile, delle associazioni culturali e religiose, delle confraternite e delle scuole che nel loro quotidiano agire, seminano legalità e speranza, in un paese che in passato ha subito l’onta della scioglimento per infiltrazioni mafiose per ben tre volte. Il sindaco è inflessibile, in lei, la rabbia e incredulità sono a malapena celati dal suo “abito” istituzionale: la sua dichiarazione è tanto chiara quanto decisa. “I fatti che vedono protagonisti i dipendenti comunali di Misilmeri – ha detto -ci rammaricano tanto. Riponiamo nella magistratura e nelle autorità militari la massima fiducia affinché si continui a fare luce sui fatti accertati ed oggetto dell’indagine. Il Comune di Misilmeri adotterà tutti i provvedimenti necessari per tutelare l’immagine del nostro Comune con tutte le azioni necessarie nelle sedi opportune”. In serata, nel blog dell’Amministrazione Comunale, si conosce la seconda mossa. La Stadarelli, infatti, non perde tempo e parte al contrattacco; la bufera giudiziaria che ha coinvolto gli uffici municipali non lascia spazio a pause e tentennamenti. E così arrivano le prime deliberazioni dell’amministrazione comunale che mirano a tutelare il Comune stesso, tutti quei dipendenti che nulla hanno a che fare con questa brutta storia di illegalità e tutti i cittadini, che in queste ore, anche attraverso i social, manifestano il loro disappunto e lo sdegno per quanto accaduto.

“Con provvedimento del Sindaco – si legge – è stato nominato l’Avvocato Nino Caleca del Foro di Palermo per tutelare il Comune nel procedimento che vede coinvolti i dipendenti Comunali di Misilmeri. La successiva nomina di parte civile avverrà nei tempi e nei modi previsti dal Codice di Procedura Penale”.

Sui social, sui blog, la battaglia mediatica infuria: tanti i ragazzi disoccupati, in cerca di lavoro, esprimo la loro indignazione e rabbia. E alcuni di loro, che per lavoro si trovano all’estero, al sentire queste notizie dai tg nazionali, esternano quel sentimento di sofferenza che nasce già dal loro esser lontani in cerca di un lavoro onesto ma duro quel lavoro che invece nel loro paese natale viene calpestato e denigrato.

Qui di seguito i nomi dei 10 dipendenti indagati:

Filippa Di Pisa 63 anni;

Rosalia Romano 55 anni;

Enrico Venturini 58 anni;

Maria Angela Affronti 64 anni;

Salvatore Aiena 62 anni;

Rosa Maria Bruno 63 anni;

Giuseppe Benigno 65 anni;

Giovanna Calandrino 64 anni;

Filippo Schimmenti 60 anni;

Maria Concetta Trippodo 40 anni.

 

 

Articolo di

Valentino Sucato

Iscritto all’Ordine dei giornalisti di Sicilia

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STEFANO SPERA, CULTURA E AMORE PER LA VITA E PER LA SUA BELMONTE.

Il cronista, o se preferite il giornalista, deve sottostare a delle regole morali e comportamentali abbastanza semplici: una tra queste, è il suo dover essere asettico, distaccato dalla notizia, un narratore che non entra nella scena ma semmai la scruta, la guarda, la valuta e la descrive.

Ovviamente, la commozione e il trasporto psicologico e affettivo sono considerati delle forze negative, delle criticità, elementi di disturbo da allontanare, soffocare, ripudiare.
Confesso che avere intervistato Stefano Spera, mi ha messo in alcuni momenti di fronte ad un bivio: da un lato c’erano l’emozione,  la meraviglia, dall’altro il distacco. Spesso le due posizioni mi sono apperse confuse, non conflittuali e sovrapposti.

Lungi dal volere esaltare la sua personalità e il suo carattere, (credetemi, non ne ha bisogno), di Stefano Spera è doveroso narrare alcuni aspetti caratteriali ed artistici che in quel dialogo di metà giugno, secondo la mia percezione, sono venuti fuori.
Come tutti sanno, Stefano vive una condizione umana particolare, con una capacità di movimento ridotta ai minimi termini. Certamente, sono condizioni, queste, che travagliano l’uomo, lo abbattono….
Stefano non è un “normale”, ma un super-uomo, che apparentemente (quanto siamo miopi noi uomini!!), ha dei limiti esteriori, ma che in lui diventano delle molle capaci di trasformarlo in navigatore, esploratore, cronista e scrittore e proiettarlo nelle periferie sconosciute dell’ Universo.
Nel corso dell’intervista Stefano parla di “comunicazioni” che lui riesce ad instaurare con gli “altri”, cioè il mondo, diventando con esso (e con essi), un tutt’uno.

C’è da porsi la domanda: chi è Stefano Spera?
Domanda facile:  la risposta invece è difficilissima.
Secondo me in lui c’è lo spirito libero di colui che ha scelto di dare un valore estremo a questo aggettivo (libero) e che lo pone al centro del mondo (e non del suo mondo, troppo ristretto per la sua sensibilità, ma dell’intero pianeta) e lo rende protagonista attraverso i blog, quindi, di un mondo collaterale ma mai virtuale, dove traspare il suo essere profondo, ansioso, critico e dove il suo “saper scendere nell’anima dei suoi personaggi”, non è una semplice e passeggera inquietudine, ma una universale capacità di percepire l’età e i contesti che tutti noi stiamo vivendo.
Amatissimo dai suoi concittadini belmontesi (amore ricambiato), Stefano è quasi un simbolo di questa comunità: mille e ancora mille difficoltà possono essere superati, se si crede, se la speranza, fiamma da tenere sempre accesa, non si fa invece spegnere dallo scoramento.

Lui è li, fermo, fragile, indifeso….. apparentemente.

E invece dalle sue narrazioni e dalle sue riflessioni emerge un uomo forte, capace di metterci in crisi nel “nostro quotidiano essere normali”, incapaci, noi, di vivere mondi paralleli.

Stefano invece è abile nel costruite scenari diversificati che in lui si deformano, perché in lui la forza interiore lotta “la costante matematica, spazio-tempo” piegandola, modellandola, colorandola di tanta vivacità, come farebbe qualunque altro uomo, che come lui, ama il mondo e la vita.
Grazie, ragazzo…….

 

Ecco la mia intervista pubblica il 24 giugno scorso nelle pagine del giornale di Sicilia.
La prima cosa che colpisce incontrando Stefano Spera sono i profondi occhi azzurri proprio come il cielo di Belmonte Mezzagno, in un caldo pomeriggio di giugno. Nelle campagne ancora verdi, Stefano, 32 anni, una laurea in Scienze Politiche, conquistata con un 110, ha tanta voglia di parlare di sé, come se quel dialogo, spesso trasformato in lungo monologo, contenesse un fiume in piena, tanta voglia di dire, raccontare, trasmettere e condividere gioie, emozioni, saperi e dolori a causa di quella maledetta distrofia muscolare di Duchenne che sta segnando la sua vita. Parla con breve pause, dovute al ventilatore artificiale che lo aiuta e dopo i saluti si racconta: “I miei racconti parlano di storia, di antropologia, di Sicilia. Sono attratto dal Risorgimento, che ha segnato la storia della nostra penisola. Ma non mi fermo a questo, mi sento un cantore della vita, mi incuneo nei meandri dell’esistenza e cerco di tirare fuori, sia il bello che quello che piace meno.” Ha ricevuto da Papa Francesco un Crocifisso e una lettera che si guarda bene di mostrare al cronista. “No, la tengo per me, posso dire che mi ha ringraziato per avergli mandato la mia tesi di laurea”. Già la Tesi!, un puzzle variegato da tante tessere apparentemente disarmonizzate ma che, a guardar bene, racchiudono tante facce delle stessa medaglia: l’uomo tra politica e religione. “Si – continua Stefano – la tesi l’ho voluto complessa, come è l’uomo unificando tre temi, Il cattolico in politica nell’Evangelii Gaudium di Bergoglio, Le persone e il bene comune in Jacques Maritain, I rapporti tra cattolicesimo, protestantesimo e capitalismo”. Tanta carne al fuoco, ben condita che profuma di vita. “Mi piace scrivere – dice- mi piace osare, raccontare, fantasticare. Finora, racconti, ma presto sfiderò me stesso con un romanzo”…che ovviamente è top secret. Spesso gli occhi si perdono verso dimensioni lontane, verso quell’elmo colle che che all’orizzonte oltre le campagne belmontesi, leopardianamente parlando, viaggia verso quell’infinito oltre la strada che si inerpica verso Santa Cristina. “Si è questo il mio posto ideale – confessa timidamente- qui penso, raccolgo le mie idee. Il racconto Disabilamore è nato qui. E’ la storia di Giorgio che vince una medaglia alle Paraolimpiade, dopo l’amputazione delle gambe a causa di un incidente. Ma i suoi arti inferiori sono l’amore per Laura e la forza interiore”. Stefano continua a elencare i suoi lavori, ma non è una recita numerica; per ogni lavoro, si ferma e spiega: “Nel racconto Padri di famiglia parlo del distacco fisico nel sentimento più puro che ci possa essere, tra un padre e una figlia: lui ricercato dalle forze dell’ordine per un reato mai commesso, fugge oltreatlantico, ma una parte della sua anima la lascia in Sicilia custodita dalla figlia”. Il distacco è un tema affrontato spesso da Stefano: “Si è vero! – respira profondamente – l’emigrazione nei miei romanzi vuole essere trattata con completezza, con veridicità. Parlo dei nostri emigranti del secolo scorso, per trattare con equilibrio e pacatezza i flussi migratori attuali verso la nostra isola, che il simbolo mediterraneo dell’accoglienza e dell’inclusione. La diversità è sempre ricchezza” . Tutto il paese lo ama, è un punto di riferimento culturale dell’intera comunità belmontese, amici e parenti mi fanno sentire la loro vicinanza che non è solo contatto fisico. “Io dialogo con tutto il mondo grazie ai social e ai software di nuova generazione”. Si perché quella maledetta distrofia con gli permette più l’uso delle mani, ma lui non si arrende: “La tecnologia mi aiuta, quasi mi restituisce ciò che la natura mi ha tolto”. Stefano ama lo sport, ma il ciclismo è quello che lo fa emozionare. Si è cimentato pure in qualche intervista: “Damiano Caruso e Giovanni Visconti li ho sentiti e ho fatto pure qualche domanda. Ma confesso che ho un sogno nel cassetto: vorrei incontrare il campione che si è speso molto contro la distrofia di Duchenne e cioè Vincenzo Nibali. Mi piacerebbe incontrarlo e ringraziarlo. Gli vorrei chiedere dove trova la forza per vincere una Sanremo una corsa che era, per le sue caratteristiche, impossibile vincere.” Impossibile, un aggettivo che per Vincenzo Nibali e per Stefano Spera, potrebbe essere eliminato dal vocabolario: ma chissà forse un giorno, ne potranno parlare assieme, incontrandosi. Non è impossibile.

 

Valentino Sucato

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