CHE MUSICA AL PREMIO ROCCO CHINNICI! DUE BRANI SCRITTI DAL PROF. GIANNI LA BLASCA INCANTANO LA PLATEA

Al premio Rocco Chinnici, spazio alla musica! Ad incantare la platea la performance degli ragazzi del polifonico della Ist. Guastella che ha per lunghi tratti commosso ed emozionato il pubblico presente.

Sono stati interpretati, infatti, due brani polifonici scritti dal prof. Gianni La Blasca aventi come focus i temi della legalità e dell’amore per la nostra martoriata Sicilia.L’amalgama delle voci, in un unicum delicato ed elegante, ha permesso di evidenziare il grande lavoro didattico espressione di un sentimento ben condiviso tra docente e studenti.Ciliegina sulla torta la splendida interpretazione del brano “ ‘Sta terra” in lingua dialettale siciliana, anche questa opera della sensibilità artistica del prof. La Blasca, che ha visto protagoniste l’incantevole Miriam Di Pisa (già studentessa del Guastella) e la piccola e già talentuosissima, Alessia Cannizzaro. Entrambe hanno saputo raccontare con la musica e con le loro intense voci la speranza di un futuro migliore per la nostra terra fatto di grandi valori, di inclusione e di amore.E siamo certi che lassù Rocco Chinnici, l’uomo che considerava la scuola come il luogo ideale per combattere la mafia e a cui era dedicato lo spettacolo, abbia apprezzato.Valentino Sucato iscritto all’Ordine dei Giornalisti di Sicilia

CONTROLLI AMMINISTRATIVI: IRREGOLARITÀ E SANZIONI

La Polizia di Stato ha effettuato, anche nel corso dell’ultimo periodo, stringenti controlli amministrativi finalizzati a verificare i requisiti di sicurezza di pub e locali della movida, teatro di serate danzanti o comunque di assembramenti giovanili.

A seguito di un servizio effettuato dagli agenti del Commissariato di P.S. “Oreto-stazione” all’interno di un pub di Ballarò, in piazzetta del Fondaco, è emerso come fosse stata organizzata una serata danzante, pur in assenza della prescritta licenza questorile. Al gestore del locale, per ciò stesso denunciato penalmente, è stata pertanto notificata un’ordinanza del Questore con cui si intima l’immediata cessazione dell’attività abusiva.

Nel corso di altri controlli, i poliziotti hanno concentrato la loro attenzione anche su altri locali del centro cittadino, dove erano in corso di svolgimento serate danzanti per giovani studenti. I servizi effettuati da personale della Divisione di Polizia Amministrativa e Sociale della Questura, hanno evidenziato come, in due circostanze, altrettanti locali fossero privi di ogni requisito di sicurezza, in particolare dell’ agibilta’ dei locali, creando una situazione di pericolo per l’incolumità stessa dei numerosi avventori presenti.

Il primo locale controllato un pub di via Messina Marine nel quartiere Settecannoli, all’interno del quale, all’atto dell’accesso ispettivo era in corso una serata danzante alla presenza di circa 500 giovani appartenenti ad alcuni licei cittadini. Il titolare ha presentato una serie di documenti, ma gli agenti hanno accertato che il locale fosse privo di agibilita’, in assenza di licenza questorile. Per questo motivo il titolare e’ stato denunciato per aver organizzato una serata danzante in mancanza di titolo autorizzatorio. Inoltre, e’ stato segnalato anche per non aver ottemperato ad un’Ordinanza che disponeva la cessazione dell’attività abusiva emessa dal Questore in quanto gia’ in passato il titolare era stato segnalato per il medesimo reato. E’ stata accertata anche la mancanza di Scia Comunale e Dia Sanitaria per la somministrazione di cibo e bevande, in base alla quale sono state elevate due sanzioni per un totale di 8.000,00 euro. Inoltre sono stati individuati dagli agenti, quali “gestori” delle fasi di accesso al locale, due persone che svolgevano l’attivita’ di buttafuori benche’ non fossero iscritti all’apposito registro prefettizio. Gli stessi sono stati sanzionati con un verbale da euro 1666,66 ciascuno, il titolare invece dovra’ pagare un verbale da euro 3.200,00. Infine, sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria tanto titolare quanto il barman perché somministravano alcolici a minori di anni 16.

Il secondo intervento e’ stato effettuato dagli agenti in un esercizio di via Eleonora Duse dove era in corso una serata danzante alla presenza di numerosi ragazzi . Al momento dell’accesso gli agenti hanno infatti trovato i giovani intenti a ballare sulle note di musica diffusa con impianto di amplificazione gestito da un D.J. Anche questo locale era sprovvisto di agibilita’ e licenza per effettuare serate danzanti. Pertanto, sono stati segnalati all’Autorità Giudiziaria competente i gestori della serata che dovranno anche pagare due verbali amministrativi per mancanza di Scia Comunale e Dia Sanitaria per un totale di 8.000,00 euro. Inoltre, anche in questo caso il Questore di Palermo ha emesso un’ Ordinanza per intimare la cessazione attivita’ abusiva.

INDIVIDUATO L’AUTORE DI UNA BRUTALE AGGRESSIONE NEI CONFRONTI DELL’AUTISTA DELL’AMAT

Nel giro di poche ore dall’accaduto, la Polizia di Stato ha dato un nome ed un volto al malvivente che, la notte tra venerdì e sabato, si era reso responsabile di una aggressione di rara violenza ai danni dell’autista di una corsa Amat, al capolinea di piazza Cupani.


Si tratta di un pregiudicato di soli 20 anni, residente nella zona di corso dei Mille che, a dispetto della giovane età, “vanta” un ragguardevole curriculum criminale, incrementato nel recente passato anche da condotte censurabili che, proprio all’interno degli autobus di linea, si sono concretizzate in reati contro il patrimonio (borseggi e rapine).
La notte in questione, probabilmente in stato di ebbrezza, con al seguito una bicicletta elettrica, il giovane ha avvicinato l’autista di una corsa amat ferma al capolinea di piazza Cupani, pretendendo di salire a bordo con il velocipede.


Al diniego del dipendente, è scattata la violenta rappresaglia: l’aggressore ha aperto il gabbiotto dell’autista, ha ripetutamente colpito la vittima che, seppur a fatica, è riuscita a respingerlo. Il malvivente è sceso dal mezzo pubblico, si è munito di una spranga custodita in un vano della bicicletta elettrica, è risalito sull’autobus ed ha violentemente percosso il dipendente, indirizzando colpi con inusitata violenza sul capo della vittima. Questa, nel tentativo di pararli, avrebbe riportato oltre a varie escoriazioni e traumi, la frattura di un dito e, così come refertato dalle cure ospedaliere, ne avrà per trenta giorni.
Prima di fuggire, il malvivente, non pago della cieca violenza già portata, si sarebbe impossessato delle chiavi del mezzo ed avrebbe manomesso le valvole che regolano l’apertura e chiusura delle porte.


A distanza di pochi minuti dall’allarme diramato, le pattuglie di polizia hanno battuto palmo a palmo le zone adiacenti quella della stazione centrale, teatro della selvaggia aggressione.
In breve si è pervenuti alla identificazione dell’aggressore: i poliziotti del Commissariato di P.S. “Oreto-stazione”, hanno infatti ritenuto che potesse trattarsi di un malvivente abituato a frequentare gli ambienti criminali della stazione centrale. In quella direzione gli agenti sono stati spinti anche dalla compiuta decrizione fatta dalla vittima che ha raccontato di avere, in passato, incontrato il suo aggressore proprio a bordo della linea “101” una delle più affollate corse cittadine e più frequentate anche dai borseggiatori.
Dalla visione delle nitide immagini dell’aggressione, girate da una telecamere del mezzo amat si è così giunti all’identità del 20enne che è stato riconosciuto anche dalla vittima.
L’uomo, denunciato, dovrà rispondere dei reati di rapina, danneggiamento ed interruzione di pubblico servizio.

INVASIONE DI EDIFICI: 18 DENUNCIATI

I carabinieri della stazione Crispi hanno deferito in stato di libertà 18 persone, nate e residenti a Palermo, responsabili del reato di invasione di edifici.

In via P. Calvi, i militari hanno accertato che i menzionati si erano introdotti abusivamente in alcuni appartamenti liberi di un intero edificio di sette piani.

In particolare diversi nuclei familiari hanno occupato ben 11 appartamenti sui 20 presenti nello stabile.

FURTO DI ENERGIA ELETTRICA: UN ARRESTO

I carabinieri della compagnia di San Lorenzo hanno effettuato alcuni controlli finalizzati al contrasto dei furti di energia elettrica presso alcune abitazioni. A seguito delle verifiche coadiuvate dai tecnici E-Distribuzione,​ i militari della stazione di Partanna Mondello hanno denunciato all’ autorità giudiziaria sette persone, tutte nate e residenti a Palermo, responsabili di avere allacciato abusivamente il cavo elettrico di quattro abitazioni​ alla rete elettrica pubblica.

Nel quartiere Libertà i carabinieri della stazione Falde hanno arrestato per furto di energia elettrica P. p. classe 1972, già sottoposta alla detenzione domiciliare per reati inerenti gli stupefacenti.

La donna aveva allacciato anch’essa il cavo elettrico dell’abitazione alla rete pubblica.

L’arrestata è stata sottoposta​ agli arresti domiciliari in attesa​ di essere tradotta presso il Tribunale di Palermo per il rito per direttissima.

Dopo la convalida dell’arresto la donna è stata rimessa in libertà in attesa del processo.

“RON” PERMETTE DI RECUPERARE DROGA E 8.000 EURO

Grazie al fiuto del cane Augustus Dolomites detto “Ron”, i Carabinieri del nucleo radiomobile con il supporto del personale del nucleo cinofili di Palermo, durante un servizio antidroga, hanno rinvenuto in una chiesa sconsacrata del centro storico, sita in vicolo Del Giglio, quasi 500 grammi di hashish e la somma di più di 8.000 euro in contanti.

L’infallibile fiuto del pastore tedesco, che più volte ha cercato l’attenzione operativa del conduttore, ha consentito di svelare quello che appare essere un piccolo deposito clandestino di sostanza stupefacente, lontano da occhi indiscreti.

“Ron”, un pastore tedesco di 6 anni “in forza ai Carabinieri” del Nucleo Cinofili di Palermo – che proprio stamane, in occasione di Sant’Antonio Abbate, Santo protettore degli animali, una ricorrenza molto partecipata soprattutto nelle campagne italiane, era stato benedetto dal cappellano militare della Legione Carabinieri “Sicilia”, Don Salvatore FALZONE – ha così onorato al meglio la celebrazione del suo Patrono.

Proseguono le indagini dei Carabinieri di Palermo per risalire allo spacciatore o alla banda criminale che aveva la disponibilità del deposito clandestino.

L’ULTIMA CENA: UN ARRESTO. FATTI INQUIETANTI…DA FILM HORROR

La Polizia di Stato e la Polizia Municipale di Palermo hanno dato esecuzione ad una ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari – disposta dal G.I.P. presso il Tribunale di Palermo, Piergiorgio Morosini, su richiesta dei P.M. Maria Rosaria Perricone e Claudia Ferrari,​ coordinati dal Procuratore Aggiunto Sergio Demontis – nei confronti di ROVETTO Paolo, 25 enne palermitano – gestore dell’agenzia funebre “L’Ultima Cena”, ritenuto responsabile di due distinti episodi di occultamento del cadavere di altrettante anziane signore, decedute per cause naturali, nonché di altri reati connessi, quali falsificazione di certificati di morte e altro, commessi a Palermo tra il 21.3.2018 e il 30.4.2018.

Le indagini, svoltedal Commissariato di P.S. “Brancaccio” e dal Nucleo Investigativo della Polizia Municipale di Palermo, hanno consentito in primo luogo di evidenziare le condotte illecite del ROVETTO a seguito del decesso di un’anziana donna svizzera, che da anni viveva a Palermo, avvenuto il 21.3.2018. Il cadavere della donna destinato per volontà dei familiari alla cremazione, è stato occultato per alcuni mesi dall’indagato, in attesa di produrre la falsa documentazione burocratica attestante la morte. Quando le richieste dei familiari, volte ad effettuare la cremazione ed ottenere i certificati di morte, si sono fatte pressanti ed è stata paventata dagli stessi congiunti​ la possibilità di sporgere denuncia alla Polizia, il cadavere sarebbe stato fatto “ricomparire” nei vialetti del Cimitero di Santa Maria dei Rotoli nei primi giorni di Settembre del 2018.

A seguito di tale, macabro, evento è stata avviata, da parte del Commissariato Brancaccio, una specifica attività d’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica, che ha consentito di raccogliere una serie circostanziata di elementi che hanno accertato il modus operandi dall’indagato, il quale aveva provveduto a craere falsi certificati attestanti il decesso della donna per consentire ai parenti, all’oscuro degli illeciti perpetrati dal Rovetto, di avviare le previste procedure amministrative e burocariche in Svizzera, previa certificazione del decesso della donna.

Le indagini hanno consentito: a) di recuperare le immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza installate presso il cimitero, nell’atto in cui il ROVETTO a bordo del furgone reclamizzante la ditta “L’Ultima Cena”, si introduceva all’interno del Cimitero dei Rotoli e abbandonava il feretro; b) di recuperare una serie di dati indiziari presenti sul cellulare di ROVETTO, sequestrato nel corso delle indagini; c) di raccogliere una serie di informazioni testimoniali da parte di persone informate sui fatti (come il medico legale dell’ASP indicato nel falso certificato di morte, i necrofori comunali in servizio preso il Cimitero dei Rotoli e un funzionario dei servizi cimiteriali del Comune di Palermo).

Nel corso delle attività investigative si è profilato un collegamento con altra indagine nel frattempo svolta da personale della Polizia Municipale di Palermo, concernente l’occultamento del cadavere di un’altra anziana donna, deceduta nell’aprile del 2018.

La condotta del ROVETTO, anche in questo caso, oltre che alla violenza si è improntata alla crudeltà ed al cinismo: con la forza e la prepotenza avrebbe prelevato direttamente dalla camera mortuaria di un nosocomio cittadino la salma di una paziente poco prima deceduta e, dopo tre giorni​ nel corso dei quali​ aveva occultato il cadavere in un luogo sconosciuto, l’avrebbe trasportata fin dentro il cimitero dei Rotoli senza essere in possesso delle prescritte autorizzazioni alla sepoltura e producendo false autorizzazioni al trasporto della salma ed al seppellimento.

In quest’ultima fase sarebbero state compiute violenze e minacce nei confronti di un funzionario dei servizi cimiteriali del Comune di Palermo.

Così come disposto dall’Autorità Giudiziaria, l’arrestato, al termine delle formalità di rito, è stato condotto presso la propria abitazione e sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari.